Ottobre12014
Insomma quella di Elena Ferrante è una figura magnetica e affascinante, il cui talento narrativo — che negli ultimi anni si è mostrato a intervallo regolare — si lega ad un’aura di mistero nostrano del quali i lettori non hanno che frantumi (o Frantumaglia). Perché la Ferrante, autrice de I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e della Storia di chi fugge e di chi resta, ha un penchant verso l’anonimato pynchoniano e misteroso, mostrandosi ben poco alimenta sospetti d’inesistenza. (via Elena Ferrante, ritratto di voce vivida fra Napoli e New York - Finzioni)

Insomma quella di Elena Ferrante è una figura magnetica e affascinante, il cui talento narrativo — che negli ultimi anni si è mostrato a intervallo regolare — si lega ad un’aura di mistero nostrano del quali i lettori non hanno che frantumi (o Frantumaglia). Perché la Ferrante, autrice de I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e della Storia di chi fugge e di chi resta, ha un penchant verso l’anonimato pynchoniano e misteroso, mostrandosi ben poco alimenta sospetti d’inesistenza. (via Elena Ferrante, ritratto di voce vivida fra Napoli e New York - Finzioni)

Settembre302014
Siete tra quelli che se sentono la parola “elementare” il primo termine che vi associano non è “scuola”, ma “Watson”? Violini e veleni, pipe e mastini non hanno segreti per voi? D’accordo, miei super Holmes-oniani, che siate fan ortodossi dei libri o ammiratori dell’irresistibile Sherlock-Downey Jr., allora ecco a voi un indovinello per scoprire di cosa tratterà la news di oggi! Cercate di arrivare alla soluzione o perderete un’occasione che nessun fan del detective dal berretto di tweed (che poi in realtà non compare mai nei libri!) vorrebbe mancare. (via Sulle tracce di Sherlock Holmes - Finzioni)

Siete tra quelli che se sentono la parola “elementare” il primo termine che vi associano non è “scuola”, ma “Watson”? Violini e veleni, pipe e mastini non hanno segreti per voi? D’accordo, miei super Holmes-oniani, che siate fan ortodossi dei libri o ammiratori dell’irresistibile Sherlock-Downey Jr., allora ecco a voi un indovinello per scoprire di cosa tratterà la news di oggi! Cercate di arrivare alla soluzione o perderete un’occasione che nessun fan del detective dal berretto di tweed (che poi in realtà non compare mai nei libri!) vorrebbe mancare. (via Sulle tracce di Sherlock Holmes - Finzioni)

Settembre292014
Calvino contro Pasolini. Quinto racconto del libro, da pagina 88. In un’Italia ucronica, Calvino è uno scrittore praticamente sconosciuto che è tornato a vivere a Cuba, è diventato una specie di hippy rivoluzionario che applica le sue sei proposte per il prossimo millennio all’atto di rollare un cannone; Pasolini invece è ministro della cultura, padre padrone di Einaudi e grande raccomandatore – ha messo tutti i suoi fedeli nelle posizioni di potere. Poi succedono cose molto divertenti, ma su quelle taccio. Domanda: Perché inventarsi una cosa del genere? Risposta: Per raccontare un’idea attraverso una storia, una narrazione. Per parlare della percezione attuale di questi due maestri del passato, per stiracchiarla, esagerarla, criticarla, superarla. Per farci un ragionamento culturale sottoforma di un racconto surreale e divertente. (via Christian Raimo - Le persone, soltanto le persone - Finzioni)

Calvino contro Pasolini. Quinto racconto del libro, da pagina 88. In un’Italia ucronica, Calvino è uno scrittore praticamente sconosciuto che è tornato a vivere a Cuba, è diventato una specie di hippy rivoluzionario che applica le sue sei proposte per il prossimo millennio all’atto di rollare un cannone; Pasolini invece è ministro della cultura, padre padrone di Einaudi e grande raccomandatore – ha messo tutti i suoi fedeli nelle posizioni di potere. Poi succedono cose molto divertenti, ma su quelle taccio. Domanda: Perché inventarsi una cosa del genere? Risposta: Per raccontare un’idea attraverso una storia, una narrazione. Per parlare della percezione attuale di questi due maestri del passato, per stiracchiarla, esagerarla, criticarla, superarla. Per farci un ragionamento culturale sottoforma di un racconto surreale e divertente. (via Christian Raimo - Le persone, soltanto le persone - Finzioni)

Settembre262014
un weekend tutto dedicato alla traduzione quello che si terrà a Urbino da oggi fino a domenica 28 settembre in occasione delle Giornate della traduzione letteraria, promosse dall’Università degli Studi Carlo Bo in collaborazione con “Tradurre la letteratura” – Fondazione Universitaria San Pellegrino. Tre giorni di seminari, dibattiti e incontri tenuti da professionisti del settore editoriale e in particolar modo della traduzione, con il proposito di sviscerare e analizzare i vari aspetti di un mestiere che più di ogni altro si mette al servizio della diffusione delle idee e della cultura; un mestiere che, come dice Susan Sontag e riporta il sito dell’evento, «è il sistema circolatorio delle letterature nel mondo». (via Al via la XII edizione delle Giornate della traduzione letteraria - Finzioni)

un weekend tutto dedicato alla traduzione quello che si terrà a Urbino da oggi fino a domenica 28 settembre in occasione delle Giornate della traduzione letteraria, promosse dall’Università degli Studi Carlo Bo in collaborazione con “Tradurre la letteratura” – Fondazione Universitaria San Pellegrino. Tre giorni di seminari, dibattiti e incontri tenuti da professionisti del settore editoriale e in particolar modo della traduzione, con il proposito di sviscerare e analizzare i vari aspetti di un mestiere che più di ogni altro si mette al servizio della diffusione delle idee e della cultura; un mestiere che, come dice Susan Sontag e riporta il sito dell’evento, «è il sistema circolatorio delle letterature nel mondo». (via Al via la XII edizione delle Giornate della traduzione letteraria - Finzioni)

Settembre252014
Come si diventa un intellettuale? Luciano Bianciardi consigliava di scrivere il meno possibile e centellinare la propria firma, pena l’accusa di essere un “poligrafo”. Adesso chi non collabora almeno con tre testate diverse dando prova di un talento poliedrico (scrittore e fotografo, sceneggiatore e ballerino di boogie) è condannato a un nordcoreano anonimato. Ma come raggiungere l’agognato obiettivo? Visto che non siamo più negli anni ‘70 e oggi tutti riescono a raggranellare una laurea in lettere, urge un corso di specializzazione. Il giovane intellettuale raccoglie i libri che non gli sono piaciuti, va a venderli al Libraccio e si iscrive a un master. Il suo destino è segnato. Ha davanti a sé anni di precariato, indigenza e alcolismo, ma prosegue dritto, animato dala sacra fiammella della letteratura. (via Sempre meglio che lavorare - Finzioni)

Come si diventa un intellettuale? Luciano Bianciardi consigliava di scrivere il meno possibile e centellinare la propria firma, pena l’accusa di essere un “poligrafo”. Adesso chi non collabora almeno con tre testate diverse dando prova di un talento poliedrico (scrittore e fotografo, sceneggiatore e ballerino di boogie) è condannato a un nordcoreano anonimato. Ma come raggiungere l’agognato obiettivo? Visto che non siamo più negli anni ‘70 e oggi tutti riescono a raggranellare una laurea in lettere, urge un corso di specializzazione. Il giovane intellettuale raccoglie i libri che non gli sono piaciuti, va a venderli al Libraccio e si iscrive a un master. Il suo destino è segnato. Ha davanti a sé anni di precariato, indigenza e alcolismo, ma prosegue dritto, animato dala sacra fiammella della letteratura. (via Sempre meglio che lavorare - Finzioni)

Settembre242014
Tu, filetto d’aringa affumicata, vieni qua! Dove cazzo scappi? (via L’insalata di Majakovskij - Finzioni)

Tu, filetto d’aringa affumicata, vieni qua! Dove cazzo scappi? (via L’insalata di Majakovskij - Finzioni)

Settembre192014
La prima cosa effettivamente da considerare è questa: noi di Finzioni non sappiamo assolutamente nulla riguardo all’argomento trattato nel libro; noi di Finzioni, si sa, abbiamo un pisellino piccolo, piccolo. 

Seconda cosa: questo libro dà grandi soddisfazioni ancor prima di leggerlo. Al momento di pagarlo, la cassiera della Feltrinelli di Rimini, non appena letto il titolo del libro che stavo per acquistare… mi ha sorriso e con tono suadente mi ha domandato – Cosa fai questa sera, cocco? -

La prima cosa effettivamente da considerare è questa: noi di Finzioni non sappiamo assolutamente nulla riguardo all’argomento trattato nel libro; noi di Finzioni, si sa, abbiamo un pisellino piccolo, piccolo.

Seconda cosa: questo libro dà grandi soddisfazioni ancor prima di leggerlo. Al momento di pagarlo, la cassiera della Feltrinelli di Rimini, non appena letto il titolo del libro che stavo per acquistare… mi ha sorriso e con tono suadente mi ha domandato – Cosa fai questa sera, cocco? -

Settembre122014
And but so oggi è il 12 settembre 2014, che è l’anniversario del 12 settembre 2008, che è il giorno in cui David Foster Wallace decise di approfittare di quel paio d’ore d’assenza della moglie Karen Green per mettere in ordine il seminterrato, sistemare per Michael Pietsch il manoscritto provvisorio di quello che sarebbe diventato Il re pallido, uscire nel patio di casa, inchiodare la cintura di cuoio alla trave del portico, trasformarla in un cappio, infilarvi la testa, salire su una sedia e scalciarla via da sotto i propri piedi. Oggi insomma è il 12 settembre 2014 e ho questa impressione straniante per cui è come se David Foster Wallace si fosse impiccato oggi per la settima volta, una per ogni anno, e che per la settima volta sia morto ancora, e così mi abbia ricordato che è morto, e che non c’è molto altro da dire. Il che è particolarmente fastidioso per me che non riesco a liberarmi di quel filo di tragico e melodrammatico che mi sembra sempre invadere fastidiosamente quanto scrivo riguardo a queste cose, agli autori dei quali mi affeziono, alle cose che — per quanto astratte, impaginate, immaginarie, costruite nella mia mente — mi mancano. (via In memoriam DFW - Pensieri sparsi sulla mancanza di un autore - Finzioni)

And but so oggi è il 12 settembre 2014, che è l’anniversario del 12 settembre 2008, che è il giorno in cui David Foster Wallace decise di approfittare di quel paio d’ore d’assenza della moglie Karen Green per mettere in ordine il seminterrato, sistemare per Michael Pietsch il manoscritto provvisorio di quello che sarebbe diventato Il re pallido, uscire nel patio di casa, inchiodare la cintura di cuoio alla trave del portico, trasformarla in un cappio, infilarvi la testa, salire su una sedia e scalciarla via da sotto i propri piedi. Oggi insomma è il 12 settembre 2014 e ho questa impressione straniante per cui è come se David Foster Wallace si fosse impiccato oggi per la settima volta, una per ogni anno, e che per la settima volta sia morto ancora, e così mi abbia ricordato che è morto, e che non c’è molto altro da dire. Il che è particolarmente fastidioso per me che non riesco a liberarmi di quel filo di tragico e melodrammatico che mi sembra sempre invadere fastidiosamente quanto scrivo riguardo a queste cose, agli autori dei quali mi affeziono, alle cose che — per quanto astratte, impaginate, immaginarie, costruite nella mia mente — mi mancano. (via In memoriam DFW - Pensieri sparsi sulla mancanza di un autore - Finzioni)

Agosto262014
Agosto252014
Ricorre oggi il sessantacinquesimo anniversario della nascita di Martin Amis, uno degli scrittori più controversi d’Inghilterra. Figlio dell’altrettanto noto Kingsley Amis, esponente di spicco del postmodernismo inglese, candidato al Booker Prize nel 1991 con La Freccia del Tempo – romanzo originale che racconta in forma autobiografica la storia di un medico coinvolto nelle torture agli ebrei durante l’Olocausto – e vincitore del James Tait Black Memorial Prize con il memoir Esperienza, Amis si è rivelato negli anni un autore prolifico votato alla rappresentazione in chiave grottesca e caricaturale dei paradossi della società capitalistica occidentale, caratterizzandosi per una verve linguistica che lo ha fatto incoronare dal New York Times maestro della «nuova sgradevolezza». Si potrebbe parlare dei suoi celebri romanzi Money (1984) e London Fields (1989) che, ritraendo sullo sfondo di vicende narrative diverse gli stessi sordidi sobborghi attraversati da anti-eroi incastrati nell’inutilità della loro vita, rappresentano la parte più apprezzata della sua produzione letteraria; si potrebbe analizzare l’educazione sentimentale e sessuale dei personaggi in La vedova incinta; o ancora si potrebbero riassumere le linee tematiche del suo più recente e discusso Lionel Asbo.

 (via Di Martin Amis (e altri scrittori vituperati) - Finzioni)

Ricorre oggi il sessantacinquesimo anniversario della nascita di Martin Amis, uno degli scrittori più controversi d’Inghilterra. Figlio dell’altrettanto noto Kingsley Amis, esponente di spicco del postmodernismo inglese, candidato al Booker Prize nel 1991 con La Freccia del Tempo – romanzo originale che racconta in forma autobiografica la storia di un medico coinvolto nelle torture agli ebrei durante l’Olocausto – e vincitore del James Tait Black Memorial Prize con il memoir Esperienza, Amis si è rivelato negli anni un autore prolifico votato alla rappresentazione in chiave grottesca e caricaturale dei paradossi della società capitalistica occidentale, caratterizzandosi per una verve linguistica che lo ha fatto incoronare dal New York Times maestro della «nuova sgradevolezza». Si potrebbe parlare dei suoi celebri romanzi Money (1984) e London Fields (1989) che, ritraendo sullo sfondo di vicende narrative diverse gli stessi sordidi sobborghi attraversati da anti-eroi incastrati nell’inutilità della loro vita, rappresentano la parte più apprezzata della sua produzione letteraria; si potrebbe analizzare l’educazione sentimentale e sessuale dei personaggi in La vedova incinta; o ancora si potrebbero riassumere le linee tematiche del suo più recente e discusso Lionel Asbo.

(via Di Martin Amis (e altri scrittori vituperati) - Finzioni)

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