Ottobre72014
Immaginatevi un canyon. Due pareti verticali parallele, scavate dalla pazienza di una goccia, una di fronte all’altra, che disegnano un lunghissimo canale verticale. Bene. Adesso immaginate una robusta rete di corda, i cui estremi sono agganciati a ciascuna delle due pareti fronteggianti. Una specie di rete di protezione da trapezista, sospesa nel vuoto. Sotto, il fondo del canyon. Sopra, il cielo. Ci siamo. A un certo punto, un enorme masso rotola dalla cima del canyon e cade giù, lungo la gola formata dalle due pareti, fino a fermarsi, intrappolato nella rete. E lì rimane. Non si sa se è perché sia troppo leggero o, al contrario, la rete troppo robusta. Fatto sta che il masso rimane lì, senza sfondare l’intrico di nodi che lo contiene. Se poi, in una prospettiva irreale, ci trovassimo proprio sotto al masso, riusciremmo a scorgerlo nella sua interezza, certo, ma decorato dal motivo a rombi della rete, definito dai pieni e dai vuoti delle corde che si intrecciano per reggerlo. Insomma, lo vedremmo a quadretti, ecco. Bene. La ferocia, il nuovo acclamatissimo libro di Nicola Lagioia, funziona esattamente così. La rete è la scrittura, il masso è la trama e noi lettori siamo i turisti del canyon che guardano con il naso all’insù. (via Nicola Lagioia | La ferocia - Finzioni)

Immaginatevi un canyon. Due pareti verticali parallele, scavate dalla pazienza di una goccia, una di fronte all’altra, che disegnano un lunghissimo canale verticale. Bene. Adesso immaginate una robusta rete di corda, i cui estremi sono agganciati a ciascuna delle due pareti fronteggianti. Una specie di rete di protezione da trapezista, sospesa nel vuoto. Sotto, il fondo del canyon. Sopra, il cielo. Ci siamo. A un certo punto, un enorme masso rotola dalla cima del canyon e cade giù, lungo la gola formata dalle due pareti, fino a fermarsi, intrappolato nella rete. E lì rimane. Non si sa se è perché sia troppo leggero o, al contrario, la rete troppo robusta. Fatto sta che il masso rimane lì, senza sfondare l’intrico di nodi che lo contiene. Se poi, in una prospettiva irreale, ci trovassimo proprio sotto al masso, riusciremmo a scorgerlo nella sua interezza, certo, ma decorato dal motivo a rombi della rete, definito dai pieni e dai vuoti delle corde che si intrecciano per reggerlo. Insomma, lo vedremmo a quadretti, ecco. Bene. La ferocia, il nuovo acclamatissimo libro di Nicola Lagioia, funziona esattamente così. La rete è la scrittura, il masso è la trama e noi lettori siamo i turisti del canyon che guardano con il naso all’insù. (via Nicola Lagioia | La ferocia - Finzioni)

Ottobre62014
Il contest “Scrivi il tuo #Fancuno” è finito e, come promesso, abbiamo i nomi dei cinque finalisti che riceveranno le bozze in edizione fuori commercio de L’assassino non sa scrivere direttamente a casa loro! Sono arrivati tantissimi racconti di qualità e la selezione è stata dura, ma noi di Finzioni, insieme a Stefano Piedimonte, abbiamo decretato i migliori e li abbiamo impaginati in un bellissimo pdf. Evviva! (via Scrivi il tuo #FANCUNO - I cinque racconti migliori - Finzioni)

Il contest “Scrivi il tuo #Fancuno” è finito e, come promesso, abbiamo i nomi dei cinque finalisti che riceveranno le bozze in edizione fuori commercio de L’assassino non sa scrivere direttamente a casa loro! Sono arrivati tantissimi racconti di qualità e la selezione è stata dura, ma noi di Finzioni, insieme a Stefano Piedimonte, abbiamo decretato i migliori e li abbiamo impaginati in un bellissimo pdf. Evviva! (via Scrivi il tuo #FANCUNO - I cinque racconti migliori - Finzioni)

Ottobre32014
Capisci di soffrire di assuefazione di immaginario, quando per tirare su la giornata ti sorprendi a digitare su google “porn for intelligent people”. (via Questo porno è proprio Keatsiano, dici anche tu? - Finzioni)

Capisci di soffrire di assuefazione di immaginario, quando per tirare su la giornata ti sorprendi a digitare su google “porn for intelligent people”. (via Questo porno è proprio Keatsiano, dici anche tu? - Finzioni)

Ottobre22014
Il verificazionista è follia pura. Nel senso di genio; di un dannato scrittore che si deve essere divertito un mondo a scriverlo; ma che su quelle pagine ci ha anche pianto, e che mentre piangeva deve aver pensato di farla finita, e poi gli devono esser prese le paronie più paranoiche che ci possano essere, e con quelle paranoie deve averci fatto i conti, alla grande. Questo è un libro che è come un pancake, perché il pancake è cibo per bambini felici, il pancake è divertimento e gioia irrefrenabile; perché tu in una Pancake House ti senti l’essere più felice sulla faccia della terra, senti finalmente possibile la tua fuga dalla rispettabilità, la Pancake House è un posto che ci restituisce la nostra infanzia, è un posto dove ci viene voglia di salire sui divanetti con i piedi, di tirare il cibo ai vicini, di provarci con la cameriera, di ridere e di commuoverci. (via Un libro che è un pancake - Finzioni)

Il verificazionista è follia pura. Nel senso di genio; di un dannato scrittore che si deve essere divertito un mondo a scriverlo; ma che su quelle pagine ci ha anche pianto, e che mentre piangeva deve aver pensato di farla finita, e poi gli devono esser prese le paronie più paranoiche che ci possano essere, e con quelle paranoie deve averci fatto i conti, alla grande. Questo è un libro che è come un pancake, perché il pancake è cibo per bambini felici, il pancake è divertimento e gioia irrefrenabile; perché tu in una Pancake House ti senti l’essere più felice sulla faccia della terra, senti finalmente possibile la tua fuga dalla rispettabilità, la Pancake House è un posto che ci restituisce la nostra infanzia, è un posto dove ci viene voglia di salire sui divanetti con i piedi, di tirare il cibo ai vicini, di provarci con la cameriera, di ridere e di commuoverci. (via Un libro che è un pancake - Finzioni)

Ottobre12014
Insomma quella di Elena Ferrante è una figura magnetica e affascinante, il cui talento narrativo — che negli ultimi anni si è mostrato a intervallo regolare — si lega ad un’aura di mistero nostrano del quali i lettori non hanno che frantumi (o Frantumaglia). Perché la Ferrante, autrice de I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e della Storia di chi fugge e di chi resta, ha un penchant verso l’anonimato pynchoniano e misteroso, mostrandosi ben poco alimenta sospetti d’inesistenza. (via Elena Ferrante, ritratto di voce vivida fra Napoli e New York - Finzioni)

Insomma quella di Elena Ferrante è una figura magnetica e affascinante, il cui talento narrativo — che negli ultimi anni si è mostrato a intervallo regolare — si lega ad un’aura di mistero nostrano del quali i lettori non hanno che frantumi (o Frantumaglia). Perché la Ferrante, autrice de I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e della Storia di chi fugge e di chi resta, ha un penchant verso l’anonimato pynchoniano e misteroso, mostrandosi ben poco alimenta sospetti d’inesistenza. (via Elena Ferrante, ritratto di voce vivida fra Napoli e New York - Finzioni)

Settembre302014
Siete tra quelli che se sentono la parola “elementare” il primo termine che vi associano non è “scuola”, ma “Watson”? Violini e veleni, pipe e mastini non hanno segreti per voi? D’accordo, miei super Holmes-oniani, che siate fan ortodossi dei libri o ammiratori dell’irresistibile Sherlock-Downey Jr., allora ecco a voi un indovinello per scoprire di cosa tratterà la news di oggi! Cercate di arrivare alla soluzione o perderete un’occasione che nessun fan del detective dal berretto di tweed (che poi in realtà non compare mai nei libri!) vorrebbe mancare. (via Sulle tracce di Sherlock Holmes - Finzioni)

Siete tra quelli che se sentono la parola “elementare” il primo termine che vi associano non è “scuola”, ma “Watson”? Violini e veleni, pipe e mastini non hanno segreti per voi? D’accordo, miei super Holmes-oniani, che siate fan ortodossi dei libri o ammiratori dell’irresistibile Sherlock-Downey Jr., allora ecco a voi un indovinello per scoprire di cosa tratterà la news di oggi! Cercate di arrivare alla soluzione o perderete un’occasione che nessun fan del detective dal berretto di tweed (che poi in realtà non compare mai nei libri!) vorrebbe mancare. (via Sulle tracce di Sherlock Holmes - Finzioni)

Settembre292014
Calvino contro Pasolini. Quinto racconto del libro, da pagina 88. In un’Italia ucronica, Calvino è uno scrittore praticamente sconosciuto che è tornato a vivere a Cuba, è diventato una specie di hippy rivoluzionario che applica le sue sei proposte per il prossimo millennio all’atto di rollare un cannone; Pasolini invece è ministro della cultura, padre padrone di Einaudi e grande raccomandatore – ha messo tutti i suoi fedeli nelle posizioni di potere. Poi succedono cose molto divertenti, ma su quelle taccio. Domanda: Perché inventarsi una cosa del genere? Risposta: Per raccontare un’idea attraverso una storia, una narrazione. Per parlare della percezione attuale di questi due maestri del passato, per stiracchiarla, esagerarla, criticarla, superarla. Per farci un ragionamento culturale sottoforma di un racconto surreale e divertente. (via Christian Raimo - Le persone, soltanto le persone - Finzioni)

Calvino contro Pasolini. Quinto racconto del libro, da pagina 88. In un’Italia ucronica, Calvino è uno scrittore praticamente sconosciuto che è tornato a vivere a Cuba, è diventato una specie di hippy rivoluzionario che applica le sue sei proposte per il prossimo millennio all’atto di rollare un cannone; Pasolini invece è ministro della cultura, padre padrone di Einaudi e grande raccomandatore – ha messo tutti i suoi fedeli nelle posizioni di potere. Poi succedono cose molto divertenti, ma su quelle taccio. Domanda: Perché inventarsi una cosa del genere? Risposta: Per raccontare un’idea attraverso una storia, una narrazione. Per parlare della percezione attuale di questi due maestri del passato, per stiracchiarla, esagerarla, criticarla, superarla. Per farci un ragionamento culturale sottoforma di un racconto surreale e divertente. (via Christian Raimo - Le persone, soltanto le persone - Finzioni)

Settembre262014
un weekend tutto dedicato alla traduzione quello che si terrà a Urbino da oggi fino a domenica 28 settembre in occasione delle Giornate della traduzione letteraria, promosse dall’Università degli Studi Carlo Bo in collaborazione con “Tradurre la letteratura” – Fondazione Universitaria San Pellegrino. Tre giorni di seminari, dibattiti e incontri tenuti da professionisti del settore editoriale e in particolar modo della traduzione, con il proposito di sviscerare e analizzare i vari aspetti di un mestiere che più di ogni altro si mette al servizio della diffusione delle idee e della cultura; un mestiere che, come dice Susan Sontag e riporta il sito dell’evento, «è il sistema circolatorio delle letterature nel mondo». (via Al via la XII edizione delle Giornate della traduzione letteraria - Finzioni)

un weekend tutto dedicato alla traduzione quello che si terrà a Urbino da oggi fino a domenica 28 settembre in occasione delle Giornate della traduzione letteraria, promosse dall’Università degli Studi Carlo Bo in collaborazione con “Tradurre la letteratura” – Fondazione Universitaria San Pellegrino. Tre giorni di seminari, dibattiti e incontri tenuti da professionisti del settore editoriale e in particolar modo della traduzione, con il proposito di sviscerare e analizzare i vari aspetti di un mestiere che più di ogni altro si mette al servizio della diffusione delle idee e della cultura; un mestiere che, come dice Susan Sontag e riporta il sito dell’evento, «è il sistema circolatorio delle letterature nel mondo». (via Al via la XII edizione delle Giornate della traduzione letteraria - Finzioni)

Settembre252014
Come si diventa un intellettuale? Luciano Bianciardi consigliava di scrivere il meno possibile e centellinare la propria firma, pena l’accusa di essere un “poligrafo”. Adesso chi non collabora almeno con tre testate diverse dando prova di un talento poliedrico (scrittore e fotografo, sceneggiatore e ballerino di boogie) è condannato a un nordcoreano anonimato. Ma come raggiungere l’agognato obiettivo? Visto che non siamo più negli anni ‘70 e oggi tutti riescono a raggranellare una laurea in lettere, urge un corso di specializzazione. Il giovane intellettuale raccoglie i libri che non gli sono piaciuti, va a venderli al Libraccio e si iscrive a un master. Il suo destino è segnato. Ha davanti a sé anni di precariato, indigenza e alcolismo, ma prosegue dritto, animato dala sacra fiammella della letteratura. (via Sempre meglio che lavorare - Finzioni)

Come si diventa un intellettuale? Luciano Bianciardi consigliava di scrivere il meno possibile e centellinare la propria firma, pena l’accusa di essere un “poligrafo”. Adesso chi non collabora almeno con tre testate diverse dando prova di un talento poliedrico (scrittore e fotografo, sceneggiatore e ballerino di boogie) è condannato a un nordcoreano anonimato. Ma come raggiungere l’agognato obiettivo? Visto che non siamo più negli anni ‘70 e oggi tutti riescono a raggranellare una laurea in lettere, urge un corso di specializzazione. Il giovane intellettuale raccoglie i libri che non gli sono piaciuti, va a venderli al Libraccio e si iscrive a un master. Il suo destino è segnato. Ha davanti a sé anni di precariato, indigenza e alcolismo, ma prosegue dritto, animato dala sacra fiammella della letteratura. (via Sempre meglio che lavorare - Finzioni)

Settembre242014
Tu, filetto d’aringa affumicata, vieni qua! Dove cazzo scappi? (via L’insalata di Majakovskij - Finzioni)

Tu, filetto d’aringa affumicata, vieni qua! Dove cazzo scappi? (via L’insalata di Majakovskij - Finzioni)

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